giovedì 7 luglio 2011

Teatro - Il Don Chisciotte di Corrado d'Elia (Parte II)

Dopo la Preview teatrale di ieri a cura di Alessandra (leggi qui), anche questo post è incentrato su Corrado d'Elia e il suo Don Chisciotte. Visti i tanti contenuti e gli spunti di riflessione che questo artista e la sua opera hanno suscitato, con il prezioso aiuto di Alessandra, ho articolato questo post in tre parti.

  • Scrivere è atto d'amore - sulla mia personale scoperta di questo grande artista e del significato che, inconsciamente, ho attribuito alla scrittura;
  • Parte II recensione di Alessandra sul Don Chisciotte di Corrado d'Elia;
  • La risposta di Corrado d'Elia ad Alessandra in merito alla sua recensione.
Buona lettura!


Scrivere è atto d'amore
Tantissime le ottime recensioni che ho da sempre sentito su Corrado d’Elia e sul suo teatro. In particolare la mia amica Alessandra è stata la prima a incuriosirmi su questo artista, nonché la prima a propormi (e regalarmi) un biglietto per vederlo interpretare e rielaborare il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes. Grata per l’invito e piena di curiosità e di non poche aspettative, ieri finalmente ho visto il famoso Corrado all’opera, per restarne subito affascinata dalla sua bravura artistica e rapita dal testo e dalla musica della sua opera. 
Molti gli spunti di riflessione offerti da Corrado durante il suo Don Chisciotte: avrei voluto trascrivere tante frasi e motivi musicali per poterli rileggere e farli più miei; ma una frase mi è rimasta in testa anche senza il supporto di carta e penna, scrivere è atto d’amore. Una frase che, calata nel contesto dell’opera del Don Chisciotte di d’Elia, spiega il piacere che l’uomo trae dal tradurre le idee in parole, e che calata nel mio contesto personale, mi ha fornito la chiave di lettura (o meglio di “scrittura”) della mia improvvisata avventura di scribacchina del web: siano essi grandi romanzi e opere teatrali, tradizionali diari personali o più moderni blog sul web, storie e nomi di fantasia come quelli strampalati creati da Don Chisciotte, il bello della scrittura è quello di rallentare la frenesia che ci obbliga la vita di oggi, riflettere, sognare a occhi aperti e lasciarsi per un paio di ore trasportare da un sano mix di fantasia e pazzia

E a proposito di scrittura come atto d’amore (in senso artistico), ecco la bella e appassionata recensione che Alessandra, dopo la sua preview di ieri, ha condiviso con Corrado d’Elia in un carteggio via email; e la risposta di questo grande artista che, oltre a saper recitare divinamente, scrive anche le più semplici risposte ai suoi ammiratori come fossero poesie! 

Per la Parte I - clicca qui
Parte II - Il Don Chisciotte di Corrado d'Elia (by Alessandra) 
Mi accomodo sulla poltroncina del teatro. 
Nella mia anima le parole di altri personaggi cui Corrado ha regalato una voce speciale. Il valoroso Cirano, il profondo Amleto, il contrastato Riccardo III. Chissà come ci parlerà il Don Quijote
In attesa, mi lascio coinvolgere dalla scenografia, tipicamente essenziale. Sfondo nero e libri aperti che “sorvolano” la scena. Al centro, una struttura a metà tra una scrivania e un mezzo di locomozione. Alla parete una cornice di un quadro … o di uno specchio.  
I primi accordi musicali annunciano l’entrata in scena di Don Quijote … cioè, Corrado, che comincia la sua narrazione. La storia di un “hidalgo” e quella di "un’artista" che si sovrappongono in un’immagine dai contorni sfumati. Li accomuna la fedeltà ad un ideale cui hanno prestato un giuramento che rinnovano ogni giorno. Sorprendendo ogni mia aspettativa, il Don Qujote diventa, dunque, il dialogo un attore con la propria anima. Un attore che, al termine dell’ennesima sessione di prove, si guarda allo specchio e osserva i propri sogni e con essi il proprio passato e il proprio presente per sancire la propria identità con il teatro. Così come Don Quijote presta giuramento all’ordine dei cavalieri (la forma bizzarra di tale giuramento non inficia le intenzioni), così l’artista giura la propria fedeltà al teatro. 
Il teatro diviene, allora, la metafora della vita in cui l’attore (l’essere umano), al tempo stesso Don Quijote e Sancho Panza, si muove e si manifesta. 
Don Quijote e Sancho Panza si alternano e guidano l’uomo nelle vicissitudini della vita. 
Un uomo pratico e concreto che, nonostante le cadute, non perde la gioia di sognare e, con essa, il desiderio di migliorarsi. 
Don Quijote/Sancho Panza diventa quindi un esempio per l’uomo del 2011 che, in questo mondo organizzato per obiettivi, ha perso il gusto di rallentare i propri ritmi e ha smesso di sognare. 
I sogni (Don Quijote) se accompagnati da razionalità e ironia (Sancho Panza) nutrono la nostra vita
E’ questo il messaggio di un attore che condivide con il suo pubblico una confessione intima davanti allo specchio del suo camerino. 
A mio avviso, uno spettacolo imperdibile. 
Unica nota leggermente stonata, la scelta di alcuni brani in lingua inglese che, nell’intento di attualizzare l’opera, forse le regalano una 
connotazione “fiction”.

La risposta di Corrado d’Elia ad Alessandra
Grazie per l'affetto con cui sempre mi segui ...
La musica scelta non vuole contestualizzare o attualizzare...
semplicemente sono state le musiche che mi hanno seguito in questi mesi ...
è un quasi-spettacolo ... molto personale ...
un abbraccio
a presto
C





Compagnia Teatri Possibili presenta Don Chisciotte, progetto e regia di Corrado d’Elia, tratto dall’omonimo libro di Miguel de Cervantes.

Teatro Libero,
via Savona 10, Milano

Dal 21 giugno al 17 luglio 2011
Da lunedì a sabato ore 21.00; domenica ore 16.00

Biglietti: 
Intero: 21 €

Under 26: 17 €

Over 60 e possessori TP CLUB: 13,00€

Prenotazioni su 
 www.teatrolibero.it o chiamando allo 02 832312

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